Green Park

Un cambio di strategia nella lotta all’Alzheimer che sta dando risultati incoraggianti. Alla più diffusa delle malattie neurodegenerative era dedicato il convegno organizzato a Green Park: “L’Alzheimer e le demenze: dalla ricerca al mondo reale, innovazioni nella rete locale”. A far gli onori di casa il presidente del Gruppo Mantova Salus, Guerrino Nicchio, che ha ricordato l’ormai imminente inaugurazione (22 dicembre) della struttura da 240 posti letto, di cui 40 dedicati proprio ai malati di Alzheimer, a cui saranno dedicati stanze, arredi, spazi interni, orti e giardini, appositamente concepiti.

Dopo i saluti, interventi di grandi esperti in materia, come la neurologa Vincenza Frisardi, del dipartimento di neuroscienze dell’Asst di Mantova, che ha spiegato come vada rimosso lo stigma che allontana i pazienti da un coinvolgimento sociale, peggiorandone di fatto la condizione. Il punto sulla ricerca e sperimentazione farmacologica lo ha fatto Massimo Corbo, direttore scientifico della Casa di cura del Policlinico di Milano: “L’intento è anticipare il riconoscimento della malattia, che può essere diagnosticata anche decenni prima. Questo consente di intervenire, anche farmacologicamente, per contrastare al meglio i meccanisimi ed i sintomi della malattia, limitando il declino del paziente”. Quando la diagnosi è solo un punto di partenza e non di arrivo, il percorso di cura di basa invece su buone pratiche di gestione del malato: “Ci sono molte attività che possono migliorare la qualità della vita dei malati di demenze – ha spiegato Andrea Fabbo, direttore Uoc disturbi cognitivi e demenze dell’Ausl di Modena – rallentandone la perdita di autosufficienza. Ad esempio i club cognitivi, l’allenamento alla memoria, o lavori legate alla memoria procedurale della persona, come fare la pasta a mano se una signora l’ha sempre fatta”.